Lord of Light

"His followers called him Mahasamatman and said he was a god. He preferred to drop the Maha and the atman, however and called himself Sam. He never claimed to be a god. But then, he never claimed not to be a god. . . ."

On a far off world in a far off time, the gods of the Hindu Pantheon rule Heaven and earth. Vishnu, the creator, Krishna, god of lust, Kali, goddess of destruction and her consort, Yama, Lord of Death, all who have risen to immortality …

Hardcover, 257 Seiten

Sprache: English

Am 22. September 1967 von Doubleday & Company veröffentlicht.

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Rezensionen

Science fantasy orientalista degli anni Sessanta. Referto A

[Vecchia recensione esportata da altro sito]

Iniziamo con una confessione: Lord of Light è un romanzo sì denso ma di lunghezza ottimale e di sicuro non occupa, di suo, un mese intero di lettura; mi è durato così tanto perché è il primo romanzo impegnativo cui mi sono dedicato da quando lavoro, e non avendo ancora il polso sui miei cicli di tempo libero l'ho dilazionato parecchio – cosa che sconsiglio caldamente, perché non è un testo episodico e richiede una lettura a ritmi abbastanza serrati.

Questo detto, veniamo al testo: l'ho recuperato come parte della mia monografia sulla grande fantascienza del Dopoguerra, conscio che è anche un capolavoro di science fantasy, e che dire: è capolavoro davvero. Siamo su una colonia umana su un altro pianeta in cui i capi anziani si sono deificati imitando il pantheon indù, per mantenere un comodo monopolio sulle tecnologie antiche …